10.26.07
Posted in Economia, Multinazionali at 2:15 pm by admin
Lunedì 6 agosto, la Corte Indiana ha respinto il ricorso della multinazionale Svizzera.
Come avevo già riportato in questo blog, la Novartis aveva trascinato in giudizio il Governo Indiano per forzarlo a modificare la legge indiana sui brevetti in modo da ottenere una più facile e più ampia protezione della proprietà intellettuale per i suoi prodotti.
Novartis affermava che la legge indiana – che consente entro certi limiti la produzione di versioni generiche di alcuni medicinali essenziali - non rispetta le regole fissate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Ma queste lamentale sono state giudicate prime prive di fondamento dall’Alta Corte di Chennay.
La sentenza della Corte indiana è un grande sollievo per tutti i medici e i pazienti che nei Paesi in via di sviluppo dipendono dagli equivalenti generici e di qualità d e i farmaci salva-vita prodotti in India a prezzi accessibili per i Paesi più poveri.
Questa decisione avrà un impatto diretto su molte medicine che sono essenziali nei nostri progetti. Per esempio, l’India potrà evitare di riconoscere i brevetti su alcuni farmaci di nuova generazione cruciali per la terapia dell’HIV: in questo modo le industrie indiane potranno avviare la produzione di equivalenti generici e la concorrenza contribuirà ad abbassare i prezzi.
Sembra che Novartis non intende opporsi alla sentenza.
Alla petizione hanno aderito 420mila persone.
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10.19.07
Posted in Uncategorized at 6:27 pm by admin
Solo stamattina ho scritto della segnalazione di Punto Informatico, che ho ripreso in questo blog.
Oggi ne ha parlato anche Repubblica e adesso dal sito di Beppe Grillo scopro che la legge è stata partorita dal sottosegretario alla presidenze del consiglio Riccardo Franco Levi e da Prodi, scopro anche che “nessun ministro si è dissociato” visto che “sul bavaglio all’informazione sono tutti d’accordo“.
L’iter prevede che questo malsano disegno passi alle camere per diventare legge, dopodichè l’Autorità per le Comunicazioni varerà un regolamento per indicare con precisione quali soggetti e/o imprese siano tenuti all’iscrizione al ROC.
Alle prossime politiche voterò scheda bianca e se non lo faccio, datemi del “coglione“.
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Posted in Politica, Internet at 9:24 am by admin
“Governo ladro” si usa dire per manifestare la propria rabbia nei confronti di una casta che tutto prende e poco dà.
Oggi lo dobbiamo urlare a gran voce: “GOVERNO LADRO!” e un governo di sinistra che di sinistra non ha nulla, un governo di vecchi che non fa nulla per il futuro della Rete in Italia, anzi!
Qui c’è da scendere in piazza e invece non ne parla nessuno, tranne Punto Informatico e Civile.it.
Ma che è successo di preciso?
Il nostro governo ha approvato il 12 ottobre una stangata contro la libertà di espressione in rete. Se diverrà legge, come dice Punto Informatico, qualsiasi attività web dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione. Registrazione che porta con sé spese, burocrazia, procedure.
Come ogni legge dei governi passati sull’editoria elettronica anche questa è ambigua e rischia di distruggere l’Intenet italiana per come la conosciamo. Infatti da un parte si esplicita che si parla di editoria e non di pubblicazioni prive di intenti editoriali, come può esserlo un sito personale o questo blog, poi però il testo si contraddice quando va a definire cosa è un prodotto editoriale e cosa è un’attività editoriale.
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10.11.07
Posted in Politica, America Latina at 4:52 pm by admin
Christian Von Wernich, il sacerdote cattolico, cappellano della polizia durante la dittatura militare in Argentina (1976-1983), è colpevole di avere sequestrato almeno 42 persone. Di queste ne assassinò almeno 7 e ne torturò almeno 32.
E’ questo il verdetto del tribunale della città di La Plata che lo ha condannato alla pena dell’ergastolo.
Nessuna reazione da parte della gerarchia cattolica argentina.
Dunque è vero quello che dicono alcuni cosiddetti mangiapreti di matrice comunista, cioè che la Chiesa cattolica argentina non è quella brasiliana, schierata dalla parte degli ultimi, e che invece la Chiesa argentina persevera in una vergognosa equidistanza tra vittima e carnefice, come se negli anni ‘70 non ci fu un disegno di sterminio di 30.000 persone mentre il nunzio apostolico, Monsiglior Pio Laghi, giocava a tennis con il dittatore, Jorge Rafael Videla.
Sono sconcertato. Possibile che le mani della Chiesa cattolica argentina grondino ancora sangue?
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10.09.07
Posted in Uncategorized at 11:12 am by admin
E’ notizia di questi giorni che la vedova di Augusto Pinochet, i cinque figli e diciassette collaboratori del defunto dittatore, sono stati arrestati a Santiago del Cile per reati finanziari, malversazione e appropriazione di fondi pubblici, stornati verso la banca statunitense Riggs.
Leggendo le notizie in proposito vengo a scoprire che Lucía, Jacqueline e Verónica, le tre sorelle recluse nel Centro di Orientamento Femminile di Santiago sono note alle cronache rosa perché, già madri e nonne, hanno accumulato sei annullamenti di matrimonio dalla Sacra Rota.
Non posso non chiedermi chi siano e se siano dei religiosi gli autorevoli membri del Tribunale Apostolico della Rota Romana che hanno concesso alla famiglia di Pinochet di abusare di un istituto che dovrebbe essere irreprensibile su queste cose.
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